Domande frequenti

Come viene calcolata la percentuale di avanzamento di un intervento?

La barra percentuale si divide in un numero di sezioni che corrisponde al numero di fasi di un intervento.

Al completamento di ogni fase viene riempita una sezione della barra corrispondente a una quota percentuale fissa, che si ottiene dividendo 100 (la barra completa), per il numero degli interventi.

Per esempio se l'intervento si divide in tre fasi, come avviene nella maggioranza dei casi, al completamento di ogni fase viene assegnato un 33% di avanzamento.

Quindi al completamento delle analisi preliminari la barra raggiunge il 33%, al completamento della progettazione raggiunge il 66% e al completamento dei lavori il 100% (99 arrotondato).

È previsto anche lo stato intermedio di ogni fase, che corrisponde alla dicitura "in corso", con la quale la percentuale riportata è della metà rispetto alla fase completa; nel caso vi siano tre fasi, ad ogni fase "in corso" viene assegnato un 16% di avanzamento, che va ad aggiungersi alla percentuale data dalle fasi già concluse (se ce ne sono).

Per esempio nel caso si siano concluse le analisi preliminari e la progettazione sia "in corso", la percentuale riportata corrisponde a 33%+16%=49, arrotondato a 50%.

Lo stesso ragionamento si applica quando le fasi sono più o meno di tre, cambiando naturalmente le quote percentuali di ogni fase completa e intermedia.

Cosa indicano le diverse voci "investimento previsto" e "investimento effettivo" nelle pagine dei progetti e la voce "investimento" nelle pagine degli interventi?

Per quanto riguarda i progetti:

L'investimento previsto è quello ipotizzato dal promotore della proposta e/o dai tecnici comunali sulla base della proposta in sé e per sé: è un costo realistico perché basato sui prezzi di mercato, ma ipotetico, in quanto formulato senza un progetto tecnico definitivo alla mano.

L'analisi di fattibilità, effettuata dai tecnici comunali in una fase successiva, chiarisce gli scenari concreti connessi all'intervento, che può rivelarsi più facile del previsto, o più difficile; se si rivela molto complesso, può richiedere costose analisi tecniche (ad es. antisimiche) o accorgimenti di tutela dei beni storico-artistici. Ma può anche avvantaggiarsi/svantaggiarsi di mutate condizioni di mercato, per quanto va acquisito all'esterno; se l'acquisto passa per una gara, può spuntare prezzi migliori di quelli correnti, e il costo diminuire.

L'investimento effettivo  si basa quindi innanzitutto sul "computo metrico estimativo" cioè l'analisi tecnica di tutte le spese necessarie. Questo va ad inserirsi nel progetto definitivo, quello che viene presentato alla gara di appalto per l'esecuzione dell'opera.

Inoltre, aperto il cantiere, nuove vicissitudini legate ai singoli casi possono richiedere maggiori opere e far lievitare i costi, come nel caso di reperti archeologici rinvenuti in un'area di costruzione; o possono farli diminuire, come nel caso si rilevi che una struttura richiesta è già esistente. 

Per quanto riguarda gli interventi:

La voce investimento corrisponde di fatto ad un "investimento effettivo" cioè come spiegato sopra, l'investimento calcolato a posteriori, tenuto conto del progetto definitivo e delle possibili variazioni dovute a imprevisti durante i lavori.